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Le decorazioni architettoniche appariscenti e il panorama sul porto sono tutto ciò che Port-au-Prince ha in comune con le altre capitali caraibiche.
Questa città è piena zeppa di persone che campano di espedienti tra edifici in rovina, fogne a cielo aperto, murales coloratissimi e tap tap, le traballanti camionette ornate da graffiti e proverbi creoli e trasformate in mezzi di trasporto pubblico. Buona parte delle attività della capitale si svolge nella zona del Marché de Fer (Mercato di Ferro), un edificio ottocentesco in ferro e stagno che è una via di mezzo tra la raffinatezza parigina e lo stile africano.
All’interno del mercato regna il caos, con miriadi di bancarelle, venditori e pile e pile di frutta, cesti, sapone, simboli religiosi e giocattoli: afa e rumore, insomma, non adatti ai deboli di cuore.
Per rilassarvi dopo le fatiche dello shopping visitate la Cathédrale de Port-au-Prince, le cui decorazioni sono debitrici sia all’Africa sia a Roma, e la Cathédrale de la Ste Trinité, dove potrete ammirare i dipinti murali eseguiti da alcuni tra i più famosi artisti del paese.
Il Musée d'Art Haïtien du College St Pierre espone una bellissima collezione di pittura, mentre il Musée National è soprattutto una raccolta di curiosità nazionali, come la pistola con la quale si suicidò il re Christophe e l’ancora arrugginita che si dice sia appartenuta alla Santa Maria di Colombo. I viaggiatori dovrebbero evitare alcune zone della capitale, e soprattutto le baraccopoli situate alla periferia settentrionale.
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